≪ Torna indietro

POMPE DI CALORE E RIFORMA DELLE TARIFFE ENERGETICHE

POMPE DI CALORE E RIFORMA DELLE TARIFFE ENERGETICHE

Dal 1° gennaio 2017 è partita la riforma delle tariffe elettriche che prevede l’eliminazione della tariffa progressiva per i clienti domestici, la quale, una volta completata la transizione nel 2018, permetterà di ridurre il peso in bolletta di coloro che utilizzano la pompa di calore. Con la riforma delle tariffe elettriche si vuole premiare le utenze che spostano i consumi dal vettore termico a quello elettrico. L’utilizzo della pompa di calore assolve le prospettive future di riduzione dalla dipendenza dal gas intervenendo congiuntamente su efficienza e rinnovabili.

Un altro vantaggio che può portare con sé la pompa di calore è l’abbinamento ad un impianto fotovoltaico: un risparmio in bolletta che permette agli utenti di avvicinarsi all’indipendenza energetica.

La tariffa D1 e la tariffa TD

Nel 2014 è entrata in vigore la tariffa D1, una tariffa dedicata esclusivamente al consumo “Domestico con pompa di calore”. Questa tariffa prevedeva un costo fisso per ogni kWh consumato (non era quindi progressiva) proprio per avvicinarsi ai bisogni di coloro che necessitano di maggiori quantità di energia elettrica avendo investito su una pompa di calore. Se non si fosse intervenuti in questo modo coloro che non avessero avuto la possibilità di installare un impianto fotovoltaico avrebbero dovuto affrontare un caro bolletta significativo per i consumi elettrici.

Il riconoscimento della tariffa D1 ha però dei requisiti minimi: deve essere presente un contatore elettronico telegestito e non devono essere presenti altri impianti di riscaldamento oltre alla pompa di calore. La tariffa, in fase di sperimentazione, è stata applicata su 16.000 impianti: il 74% di questi sono stati installati nel biennio 2014/2016. La fase di sperimentazione della D1, terminata il 31 dicembre 2016, ha permesso alle utenze che vi avevano aderito di accedere alla nuova tariffa TD dal 2017: tariffa non progressiva che sarà applicata a tutte le utenze dal 2018.

Un interessante novità introdotta dalla riforma riguarda la possibilità di variare la potenza elettrica impegnata, utile per chi ha installato una pompa di calore e molto spesso è costretto ad un aumento della potenza contrattuale. Dal 2017 vi sarà una maggiore scelta di livelli di potenza, in quanto sono stati introdotti più range per permettere alle utenze di scegliere il livello più adatto alle proprie esigenze. Inoltre il passaggio da un livello ad un altro è diventato meno oneroso.

Più risparmi in bolletta

Guardiamo ora in dettaglio alcune stime di spesa per il 2017 (realizzate da QualEnergia.it con l’aiuto di Assoclima). Nelle seguenti tabelle, che considerano 4 casi tipo, possiamo vedere come si ridurranno le bollette grazie all’eliminazione di alcuni costi aggiuntivi.

Esempio A – appartamento in zona climatica E con pompa di calore aria-aria

Dal 2018 la tariffa TD non progressiva sarà applicata a tutti le utenze domestiche residenti. A questa per i non residenti sarà poi necessario aggiungere 135 euro/anno per punto di prelievo. Dal 2018 tutti dovranno pagare come gli aderenti alla D1:

  • potenza impegnata di 4,5 kW il costo della bolletta sarà di circa 854 euro.
  • potenza impegnata di 6 kW il costo della bolletta sarà di circa 890 euro.

 

Esempio B – appartamento in zona D con pompa di calore aria-aria

Nel 2018 tutti (chi aveva aderito alla D1 e chi no) pagheranno:

  • potenza impegnata di 4,5 kW circa 749 euro.
  • potenza impegnata di 6 kW circa 785 euro.

 

Esempio C – pompa di calore aria-acqua per climatizzazione e acs in zona E

Nel 2018 tutti (chi aveva aderito alla D1 e chi no) pagheranno:

  • potenza impegnata di 4,5 kW circa 1.080 euro;
  • potenza impegnata di 6 kW circa 1.117 euro.

 

Esempio D – pompa di calore aria-acqua per climatizzazione e acs in zona D

Nel 2018 tutti (chi aveva aderito alla D1 e chi no) pagheranno:

  • potenza impegnata di 4,5 kW circa 929 euro;
  • potenza impegnata di 6 kW circa 965 euro.

 

Pompa di calore e impianto fotovoltaico

Installare un impianto fotovoltaico quanto fa risparmiare?

Considerando un impianto con 3 kW di picco, che genera circa 4.000 kWh all’anno (stima Assoclima) sarebbe possibile ottenere un risparmio in bolletta di quasi 700 euro l’anno avendo in abbinato una pompa di calore con 6 kW di potenza impegnata. Il risparmio riportato è indicativo in quanto dipende dalla zona climatica di appartenenza e dalla potenza dell’impianto fotovoltaico che l’utente ha possibilità di installare (3 kW di picco necessitano di almeno 20 m2).

Il risparmio con questa combinazione è notevole: è possibile rientrare dell’investimento (il costo dell’impianto fotovoltaico è di circa 6.000-7.000 euro) in soli 5 anni, considerando, inoltre, che metà del costo è possibile recuperarlo con la detrazione fiscale del 50%.

Per l’acquisto di una pompa di calore la cifra è di 4.000-6.000 euro per quella aria-aria e 6.000-10.000 per quella aria-acqua, gli incentivi a disposizione sono molteplici:

  • detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficienza energetica;
  • detrazione fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie;
  • Bonus mobili (valido per gli interventi iniziati nel 2016);
  • conto termico 2.0;
  • Iva agevolata.

Un investimento che permetterà a molti italiani nei prossimi anni di spostare i propri consumi dal vettore termico a quello elettrico risparmiando sulla bolletta e dando un contributo significativo alla sostenibilità energetica.

Documenti e link utili:

Guida bonus mobili ed elettrodomestici (aggiornata a gennaio 2017)

Guida ENEA alle detrazioni fiscali del 65% per il risparmio energetico (aggiornata al 2017)

 

 

ARTICOLI PIÙ LETTI